Via Staurenghi: storia di suor Marianna Florinda

A suor Marianna Florinda, al secolo Maria Virginia Staurenghi, Varese è debitrice della salvaguardia del monastero di Santa Maria del Monte, da lei difeso e ripristinato dopo che le leggi napoleoniche avevano ridotto le monache a custodi dell’eremo.

Considerata la seconda fondatrice del cenobio delle Romite ambrosiane, la monaca, di nobile famiglia brianzola, fu badessa del monastero istituito dalle beate Caterina Moriggi da Pallanza e Giuliana Puricelli da Verghera di Samarate dal 12 agosto del 1801 fino alla morte, sopravvenuta l’8 marzo del 1832 quando la suora aveva 74 anni, cinquantadue dei quali dedicati alla vita monastica.

Il “Chronicon” di Santa Maria del Monte la ricorda come “donna di gran zelo, virtù e talento” che si adoperò “colla mano, con la voce e con la penna, sino a ottenere da Sua Maestà la ripristinazione del Monastero”. A una religiosa che trascorse oltre mezzo secolo nella preghiera e nella meditazione nella pace del cenobio Varese ha intitolato una delle sue vie oggi più trafficate e rumorose, quella che da via Grandi, all’incrocio con le vie Indipendenza e Morandi, conduce all’incrocio semaforico con le vie Verdi, Sacco e Sanvito.

Il ritratto di Maria Virginia Staurenghi opera del pittore Giovanni Fangazio.