Via Robbioni e la torre della discordia

di Fausto Bonoldi

Di recente è stato tratto dall’oblìo grazie al restauro dell’elegante torre che lui fece costruire, nel 1846, sulla sommità dei Giardini Estensi, sul confine con l’allora separato parco di Villa Mirabello.
L’erezione della “torre del Robbioni” suscitò l’ira dei Taccioli, al tempo proprietari di Villa Mirabello, che accusarono il vicino di volerli spiare e promossero nei suoi confronti un’interminabile causa civile.

A Carlo Benedetto Pellegrini Robbioni, per lo stradario cittadino semplicemente Carlo Robbioni, è intitolata la strada che da via Sacco conduce in via Veratti, tagliando la perpendicolare via Del Cairo.
Via Robbioni comincia di fronte a quel Palazzo Estense di cui il nostro fu proprietario per dieci anni fino al 1850, quando morì all’età di 63 anni.

Carlo Pellegrini Robbioni era nato a Varese il 15 luglio del 1787 da Vittore Pellegrini Robbioni e Anna Maria Ribolzi. Come il fratello Ignazio, di 11 anni maggiore, fu amministratore dell’ospedale e manifestò fin da giovane sentimenti patriottici per cui non esitò a partecipare attivamente ai movimenti insurrezionali del ’48 e alle azioni di supporto alle truppe piemontesi nella successiva, sfortunata Prima guerra d’indipendenza. Già nel 1847 aveva rischiato la galera per aver dato vita, con altri patrioti varesini, a una sorta di “flash mob” ante litteram cominciato da un pranzo tra amici nei Giardini Estensi e continuato al Casino di Palazzo Comolli, “covo” dei patrioti varesini, e al Teatro Sociale.

Carlo Pellegrini Robbioni acquistò la dimora del Duca d’Este nel 1840 dalla contessa Cristina Triulzio Archinti trasformandola in un residence di lusso.
Riservò a se stesso il piano nobile e frazionò il resto in appartamenti da dare in affitto. Oltre che agli affari immobiliari, si dedicò all’industria serica, facendo costruire accanto al palazzo una filanda e uno stabilimento per la lavorazione della seta.

Non deve essere stato però il Robbioni un grande imprenditore se la sua impresa fallì lasciando senza lavoro i suoi duecento dipendenti.
Quando, il 13 febbraio del 1850, Carlo Pellegrini Robbioni morì, la sua situazione economica era disperata. Palazzo Estense fu ereditato dal nipote, figlio di una sorella, Cesare Veratti che, nel 1882, l’avrebbe ceduto al Comune di Varese. Ma questa è un’altra storia.