Una lapide e un personaggio misterioso

di Francesca Nicolò

La tecnologia, grazie ad una condivisione pressoché immediata, ci regala sempre nuove perle ed interessanti aneddoti: nonostante la modernità, fortunatamente, esisterà sempre qualcosa di nuovo da scoprire.  Ad esempio, una iscrizione poco conosciuta, una lingua ignota oppure, come nel nostro caso, una lapide ed un personaggio di cui si sa ben poco.

La sua storia si intreccia con quello che potrebbe sembrare, ad un occhio poco attento, un luogo di passaggio ma che nasconde tanti piccoli misteri ancora da scoprire. Raccolto, silenzioso e quasi nascosto. 

 Lozza è un comune adagiato su una riva collinare ricca di vegetazione tra Varese e Castiglione Olona, che conta poco più di 1.200 abitanti. I vicoli e la storia si congiungono a quella della vicina Castiglione Olona, con cui condivide alcune interessanti suggestioni e parentele tra feudatari. 

Una di queste è legata alla chiesa di Sant’Antonino Martire, situata nel cuore del borgo. Edificio religioso che domina ed abbellisce una piazza che si affaccia su un verde collinare rigoglioso e vivace. 

La struttura risale originariamente al XV secolo, venendo successivamente rivisitata nei secoli XIX e XX. Alcune fonti indicano che venne eretta sui resti di un forte militare che serviva per la difesa di Castel Seprio e la sua stessa allocazione sembra corroborare queste tesi. 

Gli anni più importanti furono il 1751 e i 1842, quando furono aggiunte le navate laterali e il sagrato. Era una consuetudine, anche consolidata, rinnovare i locali di edifici pubblici secolari, soprattutto in concomitanza con l’aumento della popolazione del prestigio dei signori del luogo. 

Ad oggi, essa presenta un’aula unica con soffitto a cassettoni, cappelle laterali e conserva affreschi e decorazioni di pregio, essendo successivamente evoluta nei secoli da antica cappella a parrocchia decanale. 

Estremamente suggestive, da visitare al suo interno, sono le rappresentazioni del martirio di Sant’Antonino all’interno della cappella a lui dedicata, della Madonna della Cintura con il Bambino nella volta e i resti di un affresco della Madonna in trono con Gesù Bambino posto all’ingresso.

Alcune fonti fanno risalire le prime notizie legate a questa chiesa persino in alcune citazioni del Liber Notitiae Sanctorum Mediolani del 1289.

Ma quello che cattura l’attenzione e curiosità è la lapide voluta da Marco Fabrizio Castiglioni nel 1594, per celebrare il suo sessantesimo compleanno, come omaggio alla cittadina. 

Una rappresentazione è sicuramente indice di un legame profondo tra la casata e il paese di Lozza.

Quest’ultimo venne guidato per secoli da un ramo della famiglia Castiglioni fino alla fine del XIX secolo, quando la casata si estinse. 

Tra i suoi membri si annovera anche l’eroe Francio Castiglioni, capitano al seguito di Arrigone Castiglioni nel XIV secolo, distintosi nella guerra al servizio dei Visconti contro la famiglia Torriani.

Eppure, sulla figura di Marco Fabrizio Castiglioni poco o nulla ci è stato tramandato: come se di lui, dove rimanere solo la testimonianza di una devozione profonda verso il borgo. 

Solo un semplice atto di riverenza istituzionale oppure qualcos’altro?

Al momento i dubbi sono molti e le informazioni poche. 

Ma la ricerca lungo il cammino tortuoso della storia è infinta, assieme alla mia voglia di scoprirne qualcosa di più.

E noi di VareSempre siamo pronti alla ricerca.