Simone Zani, Ride bene chi ride ultimo, BooksprintEdizioni, 2025

di Roberto Leonardi

Il romanzo Ride bene chi ride ultimo di Simone Zani racconta la storia di Calogero Santangelo, un ragazzo di 13 anni che lascia la Sicilia per trasferirsi con la famiglia in un piccolo paese della provincia di Varese, Bregano. Qui deve affrontare pregiudizi, difficoltà d’inserimento, bullismo e malintesi culturali, ma incontra anche amicizie determinanti e figure di sostegno, come Don Libero. Nel romanzo, l’Autore propone una riflessione articolata sulle dinamiche della discriminazione interna al contesto nazionale italiano, soffermandosi, in particolare, sul pregiudizio nei confronti dei meridionali e sulle conseguenti difficoltà d’integrazione sociale. Ambientato negli anni ’80, in provincia di Varese, il libro s’inserisce nel solco del romanzo di formazione, ma ne amplia l’orizzonte tematico attraverso un’analisi delle tensioni culturali e identitarie che attraversano la società contemporanea.

Il protagonista rappresenta emblematicamente la condizione del soggetto migrante interno, costretto a confrontarsi con uno spazio sociale che tende a percepirlo come estraneo. Il trasferimento dalla Sicilia a Bregano non si limita a determinare un cambiamento ambientale, ma produce una frattura identitaria che incide profondamente sul processo di costruzione del sé. L’origine meridionale diviene, in questo senso, un elemento stigmatizzante, sul quale s’innestano stereotipi consolidati e giudizi aprioristici. Zani descrive la discriminazione non come un fenomeno episodico o esplicitamente violento, bensì come una pratica diffusa e normalizzata, che si manifesta attraverso micro-esclusioni, continui atteggiamenti di diffidenza e una costante messa in discussione della legittimità sociale del protagonista. Il pregiudizio si configura, così, come un dispositivo simbolico che riduce l’individuo ad una categoria, privandolo della possibilità di essere riconosciuto nella sua singolarità. Tale meccanismo risulta particolarmente evidente nel contesto provinciale in cui si svolge la narrazione, caratterizzato da relazioni sociali fortemente codificate e da una limitata apertura verso la diversità culturale.

La difficile integrazione sociale di Calogero evidenzia come l’appartenenza geografica continui a funzionare, nel discorso collettivo, come criterio d’inclusione o di esclusione. L’accettazione non è immediata né incondizionata, ma subordinata ad un processo di costante auto-legittimazione, che impone al soggetto discriminato, Calogero, l’onere di dimostrare il proprio valore. In tale prospettiva, l’integrazione assume i tratti di un percorso asimmetrico, in cui il peso dell’adattamento ricade quasi esclusivamente su chi è percepito come “altro”.

Il titolo dell’opera, Ride bene chi ride ultimo, può essere interpretato come una chiave di lettura simbolica dell’intero romanzo. Esso non rimanda a una rivalsa sociale o a un capovolgimento spettacolare delle gerarchie, ma all’affermazione progressiva di una consapevolezza identitaria che resiste alla pressione del pregiudizio. La “vittoria” finale coincide con la capacità del protagonista di sottrarsi all’interiorizzazione dello stigma e di preservare la propria dignità all’interno di un contesto che tende a negarla. Il romanzo di Simone Zani, in sintesi, offre un contributo significativo alla riflessione sulla discriminazione territoriale e sull’intolleranza culturale in Italia. Attraverso una narrazione sobria e realistica, l’Autore mette in luce le conseguenze psicologiche e sociali del pregiudizio verso i meridionali di allora, evidenziando la necessità di un modello d’integrazione fondato sul riconoscimento dell’individuo e non sull’appartenenza stereotipata. L’opera si distingue, così, per la sua capacità di coniugare dimensione narrativa e analisi sociale, rendendo visibile una problematica ancora profondamente attuale.

Simone Zani, apprezzato critico musicale, da sempre nutre la passione per la scrittura e la poesia. Ha preso parte a numerose manifestazioni musicali e sportive. Tra queste il Festival di Sanremo, di cui ha seguito 26 edizioni come inviato e l’Eurovision Song Contest in cui è presente in sala stampa e nelle varie arene europee dal 2014. Negli anni ha partecipato a numerosi contest di poesia e ha vinto nel 2010 e nel 2013 due concorsi nazionali con le liriche “Lo Spazio Vuoto” e “Sinfonia tra le onde”. È un appassionato lettore e osserva il mondo con lo sguardo di chi ama coglierne le sfumature con l’animo artistico di chi ama raccontare e raccontarsi. Durante il lockdown ha scritto il primo romanzo “La Festa di Don Martello”, pubblicato nell’autunno 2020.