L’Editoriale di Luigi Manco
Non è più solo una questione di singoli episodi. È un clima generale. È la sensazione concreta che lo Stato – tutto lo Stato – sia diventato assente.
Succede di tutto, ovunque: forze dell’ordine aggredite, medici picchiati nei pronto soccorso, città ostaggio di violenza gratuita, bande, antagonisti, delinquenza spicciola e organizzata. Non esistono più zone immuni: nord, sud, centro, è la stessa storia.
E il messaggio che passa è devastante: in Italia ormai si può fare quello che si vuole.
E la cosa più amara è che anche quando le forze dell’ordine riescono a intervenire, spesso sono loro stesse a finire nel mirino: aggredite, insultate, messe sotto accusa.
Chi rappresenta lo Stato sul territorio paga sulla propria pelle un sistema che non lo tutela fino in fondo.
Non parlo delle forze dell’ordine, che spesso fanno miracoli con mezzi ridotti e rischi enormi. Parlo dello Stato nel suo insieme: politica, giustizia, istituzioni.
Un sistema che appare lento, inefficace, distante dalla vita reale delle persone. Un sistema che non riesce più a trasmettere autorevolezza, presenza, protezione.
Quando chi sbaglia non paga, quando chi aggredisce torna subito libero, quando tutto si perde nei tempi infiniti della burocrazia, si crea un vuoto. E in quel vuoto prospera il caos. La percezione è chiara: l’impunità è diventata la norma.
E oggi non sei libero nemmeno di difenderti a casa tua. Se reagisci, rischi di diventare tu il colpevole. Qualunque cosa accada, alla fine sembra andare sempre bene a chi commette il crimine, o alla sua famiglia. Il cittadino onesto resta solo, esposto, mentre chi viola le regole trova sempre una tutela, un cavillo, un alibi.
Alla fine a rimetterci sono sempre gli stessi: i cittadini perbene, chi lavora, chi rispetta le regole, chi indossa una divisa, chi prova semplicemente a fare il proprio dovere. Gli altri fanno rumore, devastano, colpiscono — e spesso se ne vanno come se nulla fosse.
Uno Stato che non riesce a garantire sicurezza, certezza della pena e rispetto delle regole smette lentamente di essere Stato. Diventa un’entità astratta, lontana, incapace di tutelare chi tiene in piedi questo Paese ogni giorno.
E senza fiducia nello Stato, resta solo la paura.
Questa è la vera emergenza.
