di Fausto Bonoldi
La prima pietra della chiesa di Santa Maria in campagna, con il suo slanciato campanile, fu posta nell’XI secolo ma l’edificio romanico, che sorge nei pressi del cimitero della frazione cantellese di Ligurno, fu successivamente rimaneggiato fino a quando i lavori di restauro compiuti tra il 1971 e il 1974 non ne hanno valorizzato i caratteri romanici. Lo stesso intervento, promosso e finanziato dall’avvocato Steno Baj e curato dal professor Silvano Colombo, ha consentito di riportare alla luce le fondamenta del muro perimetrale dell’edificio originario, che potrebbe essere stato progettato dall’architetto Lanfranco da Ligurno. La chiesa ha un’aula rettangolare conclusa da un’abside semicircolare, decorata con una “collana” di nicchie a fornice mentre un fregio di archetti pensili impreziosisce la facciata a capanna. La torre campanaria, sviluppata sulle fondamenta di una torre d’avvistamento romana e restaurata all’alba del terzo millennio, è decorata su tutte le quattro pareti con riquadri coronati da tre archetti pensili, monofore e bifore cigliate.

All’interno ciò che resta di un pregevole affresco databile tra il XV e il XVI secolo e, della stessa epoca, l’affresco del catino absidale con un Cristo pantocratore nella mandorla e ai lati i quattro evangelisti. Ligurno fu abitata fin dal VII-VIII secolo a.C. da popolazioni celto-liguri come dimostrano i resti di una necropoli della cultura di Golasecca. Di epoca romana, invece, le sepolture e l’antica strada emerse durante gli scavi effettuati attorno alla chiesa.
