Quando Varese ospitava il mondo

di Samuele Corsalini

Prima dei grandi alberghi e della villeggiatura ottocentesca, Varese era già una città dell’ospitalità.

Tra il XVI e il XVII secolo Varese un borgo era attraversato continuamente da uomini e carovane, diventando un punto di sosta obbligato per chi si muoveva tra Milano, le valli alpine e la Svizzera.
I pellegrini rappresentavano una presenza costante. Oltre duecento comunità votive raggiungevano il territorio varesino, attirate soprattutto dal Sacro Monte di Varese, che già nel Cinquecento, prima della costruzione della Via Sacra, si affermava come grande polo devozionale.

L’arrivo di gruppi numerosi rendeva indispensabile una fitta rete di osterie e bettole, distribuite nel borgo e lungo le principali vie d’accesso.

Accanto alla devozione c’era il commercio. Fino al 1600 Varese ospitava fiere considerate tra le più importanti della regione. Mercanti, venditori e compratori affollavano le piazze, trasformando la città in un luogo di scambi, incontri e affari.

Nei giorni di fiera le osterie lavoravano senza sosta, spesso accogliendo più persone di quante potessero contenere.
Non mancava però il passaggio delle truppe. Le cronache dell’epoca parlano di eserciti svizzeri, borgognoni e tedeschi che attraversavano o stazionavano nel territorio. Migliaia di soldati venivano alloggiati nelle osterie e nelle case private, con inevitabili tensioni ma anche con un indotto economico rilevante per la comunità locale.

I documenti citano spesso le osterie dell’Angelo, della Stella, della Cerva, di San Giorgio, dell’Annunciata, del Papa e del Leon d’Oro. Erano veri punti di riferimento per forestieri, mercanti e militari.
Un episodio del 1580 restituisce con chiarezza le dimensioni di questi flussi: durante una celebrazione al Sacro Monte, un fulmine colpì la chiesa gremita di circa seicento forestieri. Un numero che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto Varese fosse già allora un centro capace di accogliere masse di persone.
Un’accoglienza semplice e concreta, fatta di osterie e bettole, che ha contribuito a costruire nei secoli l’identità del territorio.