Presto sarà aperto al pubblico anche il terzo parco di Biumo Superiore

È senza dubbio la castellanza nobile di Varese per le storiche ville che ne ornano la sommità ma Biumo Superiore può anche essere definita l’agorà della città giardino che a Bimmio de Supra, come era chiamata nel IX secolo, può essere definita una città parco per le aree verdi che circondano le nobili dimore. L’agorà di Varese lo era di certo in epoca medievale quando, sotto il dominio della famiglia Biumi, sorse sul colle, uno dei sette colli  varesini, un borgo fortificato per il controllo dei transiti per la Svizzera lungo la Valganna e la Valceresio. Della fortificazione medievale, che fu abitata anche dai Visconti di Modrone, è rimasta la torre, costruita tra il XIII e il XIV secolo, che si può vedere dal cortile  della Rsa Maria Immacolata. 

Nella castellanza il parco occupa un posto di rilievo e non solo per l’altitudine l’area verde che circonda la villa, fatta erigere a metà dell’Ottocento dal marchese Andrea Ponti, protagonista dello sviluppo dell’industria tessile in Italia, e la più anziana villa Fabio Ponti meglio conosciuta come Napoleonica, dove Giuseppe Garibaldi pose il suo quartier generale in occasione della Battaglia di Biumo (26 maggio 1859). Il parco di Ville Ponti, oggi sede di rappresentanza e congressuale della Camera di commercio, fu commissionato all’architetto Giuseppe Balzaretto, autore anche del progetto della villa caratterizzato dall’eclettismo che fonde lo stile neogotico e quello neorinascimentale veneziano e dai contrasti cromatici di rosa e bianco sulle facciate, un esito a cui concorse l’apporto di un allievo del Balzaretto, l’architetto milanese con radici varesine Emilio Alemagna, il quale partecipò anche a ridisegnare il parco all’inglese in cui si trovano cedri, tassi, magnolie, aceri e cipressi e che è impreziosito da un laghetto di origine sorgiva.

Sotto il grande parco delle ville Ponti, sulla piazza Litta, si apre il portone della nobile dimora che i Menafoglio cedettero nel 1829 al patrizio milanese Pompeo Litta Visconti Arese, il quale, a partire dal 1829, diede incarico all’architetto Luigi Canonica di ampliare il fabbricato, dandogli l’aspetto attuale. Sotto la villa che l’ultimo proprietario privato, il conte Giuseppe Panza di Biumo donò al Fondo per l’Ambiente Italiano con la sua collezione di arte contemporanea, si estende un parco di 33mila metri quadrati. I primi lavori della costruzione nel parco si devono ai primi proprietari, i Menafoglio, che fecero realizzare una serie di livellamenti del terreno per creare tre parterre alla francese: il primo posto lungo l’asse principale della corte d’onore, il secondo sul fianco della villa e il terzo posto a un livello inferiore rispetto ai primi due.E fu proprio da questo primo parco che Francesco III d’Este, ospite dei Menafoglio, s’innamorò di Varese e ne domandò la signoria a Maria Teresa d’Austria.  I successivi proprietari, i Litta, secondo il gusto dell’epoca in base ai principi del paesaggismo inglese, intervennero sull’aspetto originario e fecero piantumare le zone perimetrali del secondo e terzo parterre con alberi ad alto fusto. Infine il conte Ernesto Panza, padre di Giuseppe, affidò un nuovo intervento all’architetto Piero Portaluppi, che portò anche alla costruzione della serra.

Un terzo grande parco, fino ad oggi, a differenza degli altri due, non aperto al pubblico, circonda la Residenza per anziani Maria Immacolata sorta nella ristrutturazione della villa, che a sua volta era stata edificata nel luogo della fortificazione medievale, in cui si era stabilita la famiglia Redaelli. Gli eredi, un uomo e una donna non sposati e senza figli, si divisero la proprietà. L’uomo partì per la guerra e donò la sua parte all’Ospedale di Varese. La donna, invece, nella sua parte ospitò le famiglie prive di casa in seguito ai bombardamenti, tra cui tre suore cappuccine. Nel tempo ospitò diversi anziani e alla sua morte donò la sua parte alle Sorelle Cappuccine, che successivamente comprarono la metà precedentemente donata all’ospedale dall’altro erede.  Ora le Sorelle  hanno intenzione di aprire alla cittadinanza anche il terzo grande parco di Biumo Superiore, in cui dimorano  grandi alberi secolari,  per farne un uso sociale, nello spirito della Rsa Maria Immacolata.