Stamattina nell’aula magna dell’Università dell’Insubria c’erano più di trecento persone. Fuori dalla sala, collegate in video dalle loro classi, altre duemila. In tutto, 2.800 bambini delle scuole primarie della provincia aspettavano di sapere chi avrebbe vinto il primo Varese Premio Gianni Rodari.
La risposta è arrivata. Ma la cosa più importante l’aveva già scritta qualcuno di loro, mesi fa, su un foglio di carta. Le bombe possono essere intelligenti? Può essere giusta una guerra? Marco Rodari, il Clown Pimpa, presidente della giuria ha citato queste righe con la voce di chi sa di tenere qualcosa di prezioso. «Io in un libro di Gianni Rodari non ho mai letto delle bombe intelligenti», ha detto alla platea. «Ed è bello. Perché è sincero. Profondo. Fino in fondo.»
Tra le prime file sedevano il Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, la vicesindaca Ivana Perusin, i consiglieri regionali Samuele Astuti, Emanuele Monti e Giuseppe Licata, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Giuseppe Carcano, che ha ricordato i mesi in cui Rodari girò le scuole elementari del Varesotto come maestro, oltre a rappresentanti della Comunità Montana Valli del Verbano, della Fondazione Comunitaria del Varesotto e di numerose amministrazioni locali. In platea anche Max Laudadio. La conduzione era di Andrès Garofalo.
Il comitato promotore «Varese per Rodari» era al completo: Gianni Lucchina, Jenny Santi, l’assessore alla Cultura del Comune di Varese Enzo Laforgia, il consigliere provinciale Matteo Marchesi, l’assessore Marco Fazio per la Comunità Montana, Paolo Bertocchi per la Fondazione del Varesotto.
Gianni Lucchina, che di questa storia è stato motore fin dall’inizio, non nascondeva l’emozione. «Pensavamo di arrivare a trecento, quattrocento persone. Siamo arrivati a 2.800. È stato davvero qualcosa di inaspettato». Il comitato si era costituito il 17 febbraio 2025 con un obiettivo preciso: restituire al territorio la presenza di Rodari, che a Gavirate aveva vissuto l’adolescenza e in questa provincia aveva insegnato nelle elementari.
Il concorso ha aperto in ottobre e si è chiuso il 31 marzo. Quarantaquattro scuole, 149 classi, oltre 300 lavori tra albi illustrati, racconti, filastrocche e graphic novel. Tema: la pace. La giuria, composta da Patrizia Bianchi, Roberto Caielli, Laura Caruso, Paola Comodo, Sergio Giacon, Angela Lischetti, Federica Napolitano, Anna Parnisari, Corrado Roi, Jessica Vangone e Chiara Zanoni, presieduta da Marco Rodari, si è trovata davanti un problema di abbondanza. I lavori erano tanti e troppo belli per premiarne solo sei. Risultato: sei premi e 36 tra menzioni di merito e menzioni speciali. «Non potevamo fare altrimenti», ha detto Lucchina.
I premi sono andati alle classi di Casciago, Morosolo, Busto Arsizio, Sesto Calende, Somma Lombardo e Castellanza. Ogni scuola premiata ha ricevuto anche un regalo fatto a mano dalle volontarie di Varese in Maglia. Le menzioni speciali hanno coinvolto altre classi da tutta la provincia, da Castellanza a Luino, passando per la pluriclasse dell’ospedale di Busto Arsizio.
L’intervento del Clown Pimpa è stato il momento che rimarrà. Marco Rodari ha raccontato di essere stato nelle zone di guerra, Gaza tra queste, portando la magia e il sorriso come strumenti concreti. Ha mostrato l’immagine di uno stadio. «Questo è un posto dove si gioca a pallone. I bambini in guerra non ci giocano più». Poi un filmato di una scuola distrutta. «Senza scuola, la vita di un bambino va avanti lo stesso. Ma come?». Domande che i bambini si erano già posti, da soli, nei loro lavori. «È un po’ come se avessero lavorato insieme ai bambini che vivono in guerra», ha detto Rodari. «Regalando loro pace. Soluzioni di pace. Questo è lo spirito con cui scriveva Gianni Rodari: fare le cose con i bambini, non per i bambini».
Tutto questo è arrivato dopo un anno di lavoro sul territorio: 12 tappe in altrettanti comuni, con laboratori, spettacoli teatrali e momenti di formazione per gli insegnanti. Partner del progetto le librerie Potere ai Bambini di Varese e Giunti di Gavirate, il Parco della Fantasia Gianni Rodari di Omegna, che ha curato l’animazione della mattinata, e Pietro Macchione Editore, che pubblicherà un volume con i lavori più belli.
Il 16 maggio a Sangiano si terrà la festa di chiusura del premio: tutti i lavori in mostra, tutti i bambini protagonisti. «Con orgoglio», ha detto Lucchina, «il comitato vuole ringraziare ogni studente, ogni insegnante, ogni ente che ha reso possibile questo spettacolo».




