Piazza Giovine Italia: il cuore storico di Varese tra teatro e ospitalità

di Samuele Corsalini

Lo sapevi che Piazza Giovine Italia, nel cuore di Varese, un tempo era la “piazza del Teatro” e anche la “piazza dell’Ospedale”?
A dirlo è la storia stessa della città. Oggi la attraversiamo quasi senza pensarci, magari diretti verso un locale o una via del centro. Eppure questo spazio custodisce una stratificazione sorprendente: spettacolo, assistenza, locande, osterie, carrozze, viaggiatori e vita quotidiana si sono incrociati qui per secoli.

Il più grande protagonista della piazza è il Teatro Sociale. Una fonte ottocentesca ricorda che fu costruito nel 1791 su disegno di Ottavio Torelli di Varese, grazie a una società che investì una somma notevole per l’epoca, circa 80.000 lire milanesi, che simboleggia la sua ambizione ad essere un vero e proprio simbolo di ambizione cittadina. La stessa fonte sottolinea anche che il teatro possedeva tele pregiate e che venne poi riabbellito e dotato perfino di illuminazione a gas, dettaglio che restituisce bene il prestigio dell’edificio.

La piazza era legata anche alla memoria dell’ospedale cittadino. Sempre dalle fonti storiche emerge che il secondo ospedale di Varese esisteva già dal 1523, presso la chiesa di San Cristoforo, ed era amministrato dai confratelli di San Giovanni Evangelista. In seguito, nel 1567, San Carlo ne dispose l’unificazione e il riordino.

Ma questa piazza era anche un luogo di ospitalità e movimento continuo. Le guide e gli elenchi dei locali tra Otto e Novecento documentano qui la presenza del celebre Gambero, indicato come albergo in piazza G. Italia 7 nella guida APICE del 1927, e ancora segnalato nella guida Rivoire del 1931 come Albergo Gambero in Piazza Giovane Italia. La grafia “Giovane” invece di “Giovine” compare più volte nelle fonti, ma il riferimento è chiaramente lo stesso luogo.

E non finisce lì. Nella stessa area le fonti registrano anche il Cantinone in piazza Giovane Italia, oltre a diverse osterie, fra cui quelle intestate ad Alioli Rosa e Benzi Lorenzo. Questo ci restituisce l’immagine di una piazza formata anche da tavole apparecchiate, vino, chiacchiere, passaggi, incontri, clientela di città e di provincia.

Anche una guida del 1914 offre uno scorcio molto interessante. Il Gambero viene classificato tra gli alberghi “semplici e molto frequentati specialmente da clientela di provincia, ma decorosi”. Questa frase ci mostra persone in arrivo a Varese, soste brevi, viaggi, affari, relazioni, con una piazza che fungeva da punto di accoglienza nel centro urbano.

Questa piazza era un luogo in cui Varese mostrava il suo volto pubblico, culturale e popolare allo stesso tempo. E forse è proprio questo il bello della sua storia. Oggi la vediamo come un normale spazio del centro, ordinato e riqualificato, ma per molto tempo è stata una piccola sintesi della città intera.