Marco Tavazzi accende la memoria di Bagaini all’ex cinema Vittoria

di Valentina Fumagalli

Ci sono storie che restano sottotraccia per anni, custodite nella memoria di una città, e che tornano a farsi vive quando qualcuno decide di cercarle davvero. È accaduto ieri all’ex cinema Vittoria di via Bagaini, dove La Varese Nascosta ha proposto l’anteprima del libro di Marco Tavazzi “La libertà non ha prezzo. Giovanni Bagaini e la cronaca prealpina” (Abrigliasciolta, collana Reminiscir).

Al centro della serata, il lavoro di ricerca di Tavazzi. Un’indagine paziente che riporta alla luce una figura chiave del giornalismo locale e, insieme, il significato più autentico della parola libertà. Giornalista e profondo conoscitore del territorio, Tavazzi porta avanti da anni un lavoro attento di studio e divulgazione, capace di coniugare rigore storico e sensibilità narrativa. L’autore ha aperto l’incontro proprio da lì, da quel principio che Bagaini fissava già nel 1888: dire la verità, sempre, a tutti, mantenendo indipendenza e responsabilità.

Nel racconto che emerge dal libro, Bagaini appare come un protagonista quasi romantico. Giovane, determinato, capace di immaginare per Varese uno spazio di informazione libero e profondamente legato alla comunità. La Cronaca Prealpina nasce così e cresce insieme alla città, diventando nel tempo una presenza quotidiana, uno strumento di partecipazione, una voce capace di accompagnare lo sviluppo civile e culturale del territorio ancora oggi. È questo uno degli elementi che Tavazzi mette maggiormente in luce: il valore del giornalismo locale come luogo di costruzione dell’identità collettiva. Un giornalismo che si radica nelle persone, che racconta i cambiamenti, che contribuisce a dare forma a una comunità.

Alla riflessione si sono affiancati gli interventi di Fausto Bonoldi e Luigi Manco, direttore ed editore di Varesempre, e Ombretta Diaferia per abrigliasciolta, casa editrice che ha dato forma al volume, a testimonianza di un progetto editoriale attento alla valorizzazione delle storie e dei territori.
A rendere ancora più viva la figura di Bagaini è stata la pronipote, Paola Caravà, che ha condiviso ricordi familiari, tra cui uno ambientato proprio al cinema Vittoria. Il bisnonno che accompagna sua mamma a vedere Biancaneve e i sette nani e, all’uscita, le lascia un insegnamento semplice e profondo: essere dolci, gentili, affettuosi con gli altri. Un frammento intimo che restituisce la coerenza tra l’uomo e il giornalista.

Durante la serata è intervenuto anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana:
«È bello che si continui a indagare sul passato della nostra città e si riescano a far emergere questi grandi personaggi. Un giornalista che decide di fondare un giornale che poi ha avuto una vita come quella de La Prealpina credo sia una cosa che deve essere ricordata. Sono anche contento che questo luogo ricominci ad avere una sua vita perché è un altro di quei luoghi che hanno fatto la storia di Varese e felice che un giovane, come Marco Tavazzi, trovi piacere nell’andare a scavare nella storia della nostra città. La Varese Nascosta è un altro esempio di questo, utile a riaffermare la nostra identità».

Il lavoro di Tavazzi si inserisce pienamente in questo percorso. È una ricostruzione che guarda anche al presente e ne interroga il significato. Nelle sue pagine emerge una domanda che resta aperta: quale spazio ha oggi un giornalismo capace di essere davvero libero, radicato, vicino alle persone? “La Varese Nascosta” continua a cercare risposte proprio attraverso queste storie. E nel racconto di Bagaini, restituito con passione e profondità da Tavazzi, si intravede una direzione possibile: tornare al valore della parola, al senso della responsabilità, al legame con la comunità.
Perché la libertà, come ricorda il titolo, non ha prezzo. E richiede ogni giorno qualcuno disposto a custodirla.