di Samuele Corsalini
Pochi lo sanno, ma uno dei protagonisti assoluti della storia della medicina europea è nato proprio a Varese. Si chiamava Luigi Sacco, nacque il 9 marzo 1769 e fu il principale artefice della diffusione della vaccinazione antivaiolosa nel nostro Paese.

Medico brillante, instancabile sperimentatore e divulgatore, Sacco fu tra i primi a comprendere il valore rivoluzionario del vaccino contro il vaiolo, una malattia che per secoli aveva decimato la popolazione europea. Tra il 1800 e il 1801 eseguì centinaia di vaccinazioni tra Varese, Milano e la Lombardia, spesso affrontando diffidenze, paure popolari e vere e proprie ostilità. Per convincere i più scettici arrivò persino ad autovaccinarsi in pubblico, dimostrando l’assenza di pericoli del nuovo metodo.
Il suo ruolo fu così centrale che il governo della Repubblica Cisalpina lo nominò direttore generale della vaccinazione, affidandogli orfanotrofi e istituzioni pubbliche per gli esperimenti e la diffusione del siero. Le sue opere scientifiche circolarono in tutta Europa e il suo ceppo vaccinale venne utilizzato anche in aree lontanissime, dall’Asia al Medio Oriente. A Milano, davanti all’Ospedale Maggiore, gli fu dedicato un monumento che lo ritrae mentre vaccina, per raccontare meglio di mille parole il senso della sua missione.
Ma Luigi Sacco non fu solo un medico. Fu un vero “multiforme ingegno”, per menzionare il cieco cantore. Si occupò di igiene pubblica, sperimentò nuove terapie, studiò l’uso del cloro contro le infezioni, promosse innovazioni agricole e industriali, arrivando persino a fondare una delle prime fabbriche di zucchero da barbabietola nel Regno d’Italia. Negli ultimi anni della sua vita coltivò una passione sorprendente: le camelie. Nel suo giardino milanese riuscì a raccogliere migliaia di esemplari e a far fiorire quella che viene ricordata come la prima camelia lombarda.
A Varese il suo nome non è finito nei libri di storia soltanto, ma è inciso nella città. Via Luigi Sacco, la strada principale del centro storico che costeggia Palazzo Estense, porta il nome di questo varesino che ha salvato milioni di vite, e una lapide ricorda il luogo della sua casa natale, casa Ghirlanda, edificio distrutto e rimpiazzato con la sede della Banca d’Italia.


E tu lo sapevi che uno dei padri del vaccino moderno è nato proprio qui?
