di Fausto Bonoldi
Il busto scolpito da Salvatore Buemi perpetua la memoria di Francesco Daverio, eroe varesino del Risorgimento. La scultura si trova sul colle del Gianicolo, dove l’eroe, nato a Calcinate del Pesce il 3 aprile del 1815, cadde sotto il fuoco francese il 3 giugno del 1849 nella difesa della Repubblica romana. Il patriota dà il nome alla lunga via che dal centro della vecchia Casbeno conduce a Bobbiate e anche, con l’eroina della Resistenza Nuccia Casula, all’Istituto scolastico in cui si sono fusi, nel 2013, la storica Ragioneria, la scuola superiore più antica di Varese, e l’Itpa.
Nato da una famiglia di agiati agricoltori, Francesco Daverio, dopo aver compiuto gli studi inferiori a Varese e a Parabiago, nel 1834 si iscrisse all’università di Pavia dove il 4 gennaio del 1839 conseguì la laurea in ingegneria che gli consentì di stabilirsi a Milano per lavorare nell’ufficio tecnico dell’ospedale Maggiore, attività a cui affiancò quella di amministratore e sovrintendente dei beni patrimoniali dei Della Sala, nobile famiglia del Varesotto.
Prima del suo sacrificio nella Città Eterna, Francesco Daverio aveva preso parte alle Cinque Giornate di Milano nel marzo del 1848 e, come inviato di Giuseppe Mazzini, alla campagna di Giuseppe Garibaldi nel Varesotto, dove partecipò agli scontri di Luino e di Morazzone. Dopo l’armistizio e il “rompete le righe”, l’ingegnere varesino, grazie alla sua conoscenza del territorio, riuscì a guidare la ritirata dei legionari attraverso il Campo dei Fiori fino a Brusimpiano e all’espatrio in Svizzera.
