Liala: vita, amori e successo della regina del romanzo rosa

Il 31 marzo 1897 nasceva Amalia Liana Negretti Odescalchi, in arte Liala: la voce elegante del romanzo rosa che riposa sepolta nel piccolo cimitero di Velate, una frazione di Varese. Il 31 marzo 1897 nasceva a Carate Urio, sul lago di Como, Amalia Liana Negretti Odescalchi, destinata a diventare una delle firme più amate e lette della narrativa sentimentale italiana del Novecento.

Il suo nome, tuttavia, sarebbe passato alla storia con uno pseudonimo tanto delicato quanto evocativo: Liala. A coniarlo fu Gabriele D’Annunzio, che volle inserire nel nome la parola “ala”, in omaggio alla ricorrenza del tema dell’aviazione nei suoi racconti e, soprattutto, alla vicenda personale che segnò profondamente la sua vita.

Il grande amore di Liala, il marchese Vittorio Centurione Scotto, morì tragicamente nel 1926, precipitando con un idrovolante nelle acque del lago di Varese mentre si preparava a competere nella prestigiosa Coppa Schneider. Un evento drammatico che segnò un punto di svolta: fu proprio per reagire a quella perdita che Liala trovò nella scrittura una via di espressione e rinascita.

Nel 1931 pubblicò il suo primo romanzo, Signorsì, ottenendo un successo immediato: la prima edizione andò esaurita in appena venti giorni. Da quel momento, la sua produzione letteraria divenne incessante, accompagnando intere generazioni di lettrici e lettori con storie d’amore, eleganza stilistica e atmosfere raffinate.
Liala seppe costruire un universo narrativo riconoscibile, fatto di passioni intense, ambientazioni suggestive e personaggi spesso legati al mondo dell’aviazione, riflesso della sua esperienza personale. I suoi libri, tradotti e diffusi anche all’estero, hanno superato i dieci milioni di copie vendute solo in Italia, consacrandola tra le autrici più popolari del Novecento nel genere del romanzo rosa.

Il legame con Varese è profondo anche nella memoria: il suo nome è infatti ricordato nel Famedio di Giubiano, luogo simbolico della città che custodisce le figure più rappresentative del territorio. Qui, la sua presenza testimonia non solo il successo letterario, ma anche il valore umano e culturale di una donna che seppe trasformare il dolore in arte.

Liala si spense il 15 aprile 1995 a 98 anni, lasciando un’eredità letteraria ancora viva, capace di attraversare il tempo e continuare a parlare al cuore di chi legge.