di Marco Tavazzi
Amavo passeggiare
lungo vicoli socchiusi,
soffermare lo sguardo
su opache vetrine;
sentire, dal vetro appannato,
l’odore dei libri ammucchiati.
Amavo silente vagare
ascoltando solo il suono
dei passi sull’asfalto.
Riempire cuore e mente
dell’aria satura d’autunno.
Lungo le medesime vie
già percorse ieri
e il giorno precedente.
Infinito girare
senza fine né inizio.
E perdermi per Varese,
avvolto dagli echi
di pagine ingiallite
e storie da raccontare.
Un eterno ricercare
librerie scomparse,
ricordando il profumo
della carta sugli scaffali.
Tra centinaia di libri
tra migliaia di storie
i volti degli amici andati
vivono per sempre.
