La Torre Colombera: la “sentinella” che resiste nel tempo

di Francesca Nicolò

Nel comune di Gorla Maggiore vi è una suggestiva ed antica struttura medievale denominata Torre Colombera. Quasi nascosta tra le vie della cittadina, colpisce la vista del visitatore per la poderosità e bellezza rimasta pressochè immutata.

Il nome deriva dalla sua destinazione d’uso in tempi antichi: ossia uno spazio per l’allevamento dei colombi viaggiatori (da qui il nome “Colombera”). Dai primi anni 90 si è trasformata in un polo espositivo di importanza sempre più rilevante per il contado del Seprio. Diversi e noti artisti hanno presentato opere pittoriche e letterarie, quasi a voler mantenere eterna una traccia del passato del nostro territorio.

Essa era parte di un sistema difensivo di tre torri, situate sul ciglio terrazzato della valle Olona in posizione strategica come difesa e controllo del territorio. Le altre due oggigiorno sono adibite ad abitazioni private, mentre la torre Colombera è l’unica rimasta intatta e preservata da stravolgimenti strutturali.

Secondo le varie fonti storiche, è da classificare come “Case- Forti” molto diffuse sul territorio in età comunale e viscontea. I vari rilievi effettuati ne attestano la costruzione attorno al periodo tardo romano longobardo. Ponendola a confronto con alcune fortificazioni presenti nel Seprio è indubbia l’influenza reciproca che queste costruzioni attestano.

Con molta probabilità vide la nascita assieme al complesso di Torba e rappresentò un punto nevralgico di difesa per la valle, avamposto di Castelseprio. Va ricordato infatti che nello stesso comune di Gorla Maggiore vi era un importante insediamento longobardo. La zona, secondo la ricostruzione paleogeografica dell’età longobarda, era ricca di vegetazione e alture e pertanto le fortificazioni rappresentavano una risorsa preziosa per tutelare i territori circostanti.

Catastrofica fu la devastazione del 1287 che causò alle tre strutture danni ingenti: atto di supremazia violenta, molto comune in quell’epoca. Dei danni causati ne abbiamo traccia sulle pareti est e sud che presentano vaste ricostruzioni in laterizi attribuibili con certezza ai due secoli successivi. Non abbiamo traccia di attestazioni di proprietà prima del XV secolo, e successivamente informazioni frammentarie. Si attesta una vendita nel 1927 dalla contessa Anna Cristina Casati a Pietro Banfi.

Fu acquistata nel 1989 dal comune e recuperata da uno stato di abbandono.

Oggi, come detto, è stata completamente restaurata ma rimane testimone di tanti secoli di storia.

Preziosi ed eterni.