di Francesca Nicolò
“Ne l’Anno Domini MCCCXC jo mi trouaua a peregrinare per le insubri terre del
Ducato Milanese, uolgendomi innanzi la via dell’Olona, recandomi appresso li
instrumenti del mestier mio, cum carro all’uopo attrezzato, et strenuo desio di
giugnere a la festa ne lo Castro di Porta Jovia…”
Rapita dalla sua magia, ho voluto scoprire le bellezze di uno dei monumenti più emblematici dell’isola di Toscana in Lombardia.
Quale fu la genesi della chiesa dei Santi Stefano e Lorenzo?
E da dove deriva il termine “Collegiata”?
La mente dietro questa perla straordinaria fu il cardinal Branda Castiglioni.
Fu grazie a questo prelato, dalla cultura sopraffina e dal carisma innato, che, da un piccolo borgo, Castiglione divenne tesoro di arte, cultura e innovazione.
Egli, grazie ai preziosi contatti nazionali e internazionali ottenuti durante la carriera ecclesiastica, fece in modo di raccogliere a Castiglione i migliori artisti del momento.
La chiesa venne eretta nel 1422, sui resti di un castello preesistente, e consacrata tre anni dopo. Il termine collegiata deriva dal fatto che oltre all’edificio religioso vi era anche un collegio di canonici, dismesso nel 1798.
Costruttori furono i fratelli Solari, attivi e noti su Milano e Pavia.
La struttura è tipicamente lombardogotica: pianta a croce latina a tre navate con facciata tipicamente a capanna. Suggestivi sono il rosone centrale e il complesso scultoreo sopra il portone principale.
In esso sono rappresentati personaggi legati alla storia della struttura: la Madonna, che regge Gesù bambino mentre benedice il cardinale Branda inginocchiato ai suoi piedi, i santi Lorenzo e Stefano, inginocchiati ai lati. In piedi, infine, i santi Ambrogio, patrono della diocesi, e Clemente.
La chiesa racchiude al suo interno un prezioso e imponente ciclo di affreschi ad opera di Masolino da Panicale con la collaborazione di Lorenzo Vecchietta e Paolo Schiavo.
Sulla volta, non in ordine cronologico, sono raffigurati gli episodi di vita della Vergine, mentre in quelle dell’abside le vicende legate alla storia dei santi a cui è intitolata la chiesa: Lorenzo e Stefano.
Nell’abside è presente il sarcofago del cardinal Branda.
La struttura, solenne e celebrativa, è composta da un sarcofago marmoreo sorretto da quattro pilastri ai quali si appoggiano le quattro virtù, che sembrano sorreggerlo simbolicamente. La sepoltura è completata da figure di santi e profeti.
Poco lontano dalla chiesa vi è il famoso Battistero.
Presumibilmente costruito sulle fondamenta di una torre dell’antico castello come cappella gentilizia. Datato XV secolo è il ciclo delle Storie di San Giovanni Battista di Masolino da Panicale e un fonte battesimale con putti ad opera di Francesco Solari.
Dal 2013, in tre locali dell’antica canonica, è stato allestito il Museo della Collegiata.
Un complesso che non perde mai fascino e bellezza, nonostante i secoli e le varie peripezie.
Uno di quei luoghi in cui, ogni visita, offre sempre una scoperta in più.




