La chiesa dimezzata di Sant’Ambrogio Olona

di Fausto Bonoldi

E’ un caso raro se non unico di chiesa dimezzata: l’antica parrocchiale di Sant’Ambrogio Olona, oggi dedicata alla Madonna di Caravaggio, subì nel 1890, cinque anni dopo essere stata declassata, l’ingiuria di un “taglio” deciso per consentire l’ampliamento della via Sacro Monte, percorsa dai pellegrini diretti al Santuario e dai villeggianti. Il risultato dell’operazione è che la chiesa, costruita tra l’XI e il XII secolo nel luogo di una cappella del IV secolo, ha conservato il solo presbiterio, che sovrasta una navata di pochi metri. La facciata fu ricostruita secondo la tradizione romanica e nella lunetta che sovrasta il portale è stato conservato un affresco che si distingue per la raffigurazione del Bambin Gesù che dà un bacio sulla guancia alla Madonna. L’intonacatura posticcia occulta l’origine romanica della struttura, ancora però visibile nell’abside decorata con i classici archetti.

Nella volta della cappella laterale dell’antica parrocchiale, inquadrati da stucchi di fattura barocca, sono stati svelati dipinti attribuiti a Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone.

Al centro è raffigurato il Padre Eterno benedicente, attorniato dalla colomba, simbolo dello Spirito Santo e da gruppi di angeli musicanti. Il campanile, che continua a suonare a distanza per la nuova parrocchiale inaugurata nel 1885, è lo sviluppo architettonico di una torre d’avvistamento di età romana che continuò a svolgere la sua funzione anche nei secoli successivi. Gli Umiliati la usarono per sorvegliare i lavori svolti nei numerosi campi che possedevano nella zona; le truppe straniere, tedesche, francesi, spagnole e austriache, di passaggio nella “serva Italia di dolore ostello” vi ponevano le loro sentinelle; nel 1859 i Cacciatori delle Alpi ne fecero un osservatorio per sorvegliare i movimenti delle truppe del tenente maresciallo Karl von Urban.

Già rialzato nel XV secolo per poter accogliere tre campane, il campanile fu ulteriormente elevato nel 1852, quando fu costruita l’attuale cella campanaria, circondata da una balaustrata, sormontata dalla copertura su cui svetta la statua di Sant’Ambrogio. Il 15 agosto di quell’anno furono collocate le cinque campane che, ancora oggi, battono le ore per i parrocchiani. La statua del santo patrono che vediamo sopra il campanile non è quella originaria, oggi collocata in via Virgilio, di fronte alla chiesa parrocchiale, ma una copia, realizzata dopo che, qualche anno fa, un braccio di Sant’Ambrogio precipitò al suolo, fortunatamente senza conseguenze per le persone. La scultura era già stata restaurata nel 1912 quando, nel mese di maggio, la parte superiore della statua, colpita da un fulmine, cadde sul tetto di una casa sottostante. Infine non si può non citare il meccanismo ottocentesco che faceva funzionare l’orologio del campanile: rimosso nel 1980 e dimenticato in un ripostiglio, il “motore” meccanico è stato ritrovato, restaurato dal signor Cangi e oggi è esposto nella chiesa.