di Francesca Nicolò
Un luogo che tutti conoscono che nasconde qualcosa di unico e misterioso.
Oltre quello che sappiamo, sospeso tra leggenda e verità storica. Nella zona di Castelseprio sorgono alcune rovine di un antico castrum, sviluppatosi nel V secolo d.C. sopra fortificazioni militari preesistenti originarie del secolo precedente.
Una metodologia, ossia quelle della “sovra costruzione” molto frequente in queste zone: esempio che si può riscontrare anche nello stesso Monastero di Torba, avamposto a fondovalle costruito su alcune fortificazioni romane precedenti.
Una sorta, se vogliamo, di riutilizzo funzionale che ha permesso a molti monumenti di sopravvivere all’incuria e ai tanti accadimenti nei secoli.
I primi insediamenti del Castrum risalgono alla Protostoria e, attraverso alcune testimonianze scritte, si parla di un centro abitato già dall’inizio del VII secolo.
Il popolo insubre vi collocò una necropoli, e sono anche visibili e sovrastanti, le rovine della imponente chiesa di San Giovanni, le cui origini si perdono nell’età goto-teodoriciana.
E’ possibile ipotizzare che la sua costruzione sia quasi contemporanea della Chiesa di Santa Maria foris portas, sopravvissuta pressoché intatta ai secoli e distante pochi metri dalla costruzione religiosa.
La grande basilica, a pianta rettangolare, era suddivisa in tre grandi navate: successivamente venne arricchita da un’abside centrale e in seguito da un absidiola.

La parte centrale di tutto l’insediamento , si componeva di un castello strategico, già presente in età tardo-romana, forse per un breve periodo in mani ai Bizantini, poi abitato da Goti e Longobardi.
Dall’inizio del secolo XI si aprì una stagione di lotte tra i nobili del Seprio e la crescente egemonia milanese, la quale portò da una situazione incerta e precaria.
Il Contado fu coinvolto nelle lotte tra il temibile Barbarossa e i Comuni della Lega Lombarda.
Purtroppo il borgo, nonostante la sua posizione strategica, non riuscì mai a raggiungere l’importanza ecclesiastica delle vicine Milano, Como e Novara, in quanto non era sede episcopale: la sua fase massima di importanza militare fu raggiunta solo nel XII secolo.
Nella seconda metà dello stesso secolo Castelseprio fu scenario di battaglia tra i Visconti e i Torriani per il controllo della città meneghina: questo scontro fu purtroppo determinante nel sancirne la fine e la conseguente distruzione.
La data che la memoria tramanda come la data di morte del Castrum è fissata nel marzo del 1287: quando ebbe luogo ultimo assedio eseguito dall’esercito visconteo.
Una carneficina e un’ondata di devastazione mise la parola fine ad una città che aveva resistito nei secoli, ma nulla aveva potuto contro il potere dell’esercito milanese.
Nel percorso del parco sono visibili le cinta murarie, spesse quasi due metri e sorrette da archi sostenuti da pilastri, che abbracciano interamente il pianalto, che si ipotizza abbiano avuto una lunghezza di circa 900 metri, e ingloba cinque torri alle quali se ne devono aggiungere altre tre isolate all’interno del perimetro.
Le costruzioni presenti sul pianoro sono perlopiù di carattere militare (ponte e torrione d’ingresso, mura di cinta turrite, torri difensive e una casaforte), civile (case di abitazione, pozzi, cisterne) e religioso. Un luogo la cui visita non può non trasportare la mente in quel tempo, pensando ai fasti passati e alla rovina.
Resti archeologici che ammaliano e invitano a voler scoprire sempre di più.
Una magia pare attraversare l’anima ogni volta che si menziona il Castrum, non solo da parte di chi vi abita.
Esso sembra voler parlare e raccontare sempre qualcosa di più della verità storica.
E la torre, nasconde un segreto mai rivelato.
Di essa rimane tangibile la sua poderosità attraverso i secoli in una forma imponente e delicata al tempo stesso, testimone di una suggestiva magnificenza passata.
Esiste anche una leggenda popolare che narra di un enorme “tesoro perduto” di monete, anelli, bracciali e persino una corona da re, che sarebbe stato conservato in una torre del castello e mai ritrovato. Una fortuna andata perduta e che mai nessuno è stato in grado di trovare, su cui aleggiano tantissime storie anche curiose.
Qualcuna delle quali vede nascosta una parte del tesoro lungo le rovine dell’insediamento o tra le rovine della Chiesa di Santa Maria foris portas.
Oppure sotto la tomba del guerriero misterioso che riposa nel Castrum.
Ma questa è un’altra storia, di cui non mancherò di raccontare prossimamente.
