di Francesca Nicolò
Per gli abitanti del Seprio, è una presenza eterna e guardiana di quei luoghi misteriosi.
Di lui non si sa praticamente nulla, se non il probabile immenso potere.
Una potenza che ha scaturito mito e leggenda attraverso i secoli e che rappresenta uno degli enigmi più indecifrabili.
Gli scavi di Castelseprio, infatti, sono sempre stati oggetto di attenzione e ricerca da parte di numerosi studiosi.
Durante le diverse campagne archeologiche sono venuti alla luce reperti e documentazioni storiche che ridefiniscono continuamente gli accadimenti.
Ciò che sembra attestato e verificato, non rimane mai tale a seguito delle continue scoperte.
Un sito UNESCO in costante evoluzione e meta profondamente suggestiva.
Le cui vicende sono sospese tra leggenda e realtà, che pur correndo in parallelo, finiscono quasi sempre per incontrarsi.
Durante la visita, capita di imbattersi, nei pressi della Basilica, in una lapide che reca incisa una spada. Essa spicca per la posizione centrale e la maestosità solenne.
Incute anche un certo timore e riverenza, in quanto unica nel suo genere.
Qui ha riposato per secoli un guerriero.
Una tomba senza nome, ma con tantissimi indizi che ne presuppongono un’origine nobile e, forse, regale. Secondo le ricerche fatte, probabilmente risalente alla metà del VII secolo.
Durante il rinvenimento, oltre allo scheletro del guerriero, il corredo funebre comprendeva una spada, una punta di lancia posizionata sul torace e frammenti di speroni: elementi che ne indicavano l’alto rango militare e l’appartenenza all’aristocrazia longobarda.
Le pareti interne della sepoltura erano altresì intonacate con malta rosata.

Questa sepoltura è l’unica tomba di un militare di alto rango di cultura longobarda rinvenuta direttamente nell’area del castrum di Castelseprio, il che ha suscitato interesse e discussioni tra gli archeologi sulla natura della presenza longobarda nel sito.
Il legame tra la nobiltà di Castelseprio e la corte longobarda è confermato da alcuni documenti del Re Desiderio che qualificano la città fortificata con il titolo di Flavia.
Questa qualificazione identificava un rapporto di fedeltà e devozione al sovrano.
Molti di essi ritengono che si tratti di una ricollocazione e che il guerriero sia stato dapprima sepolto in un luogo differente, di cui non conosciamo locazione.
È da considerare che questo tipo di tumulazioni non erano frequenti nella zona.
Non è neppure possibile definire a quale comunità il guerriero apparteneva.
Un mistero nel mistero, che ha alimentato nei secoli numerose supposizioni.
Questa personalità venne collocata nel luogo per fini politici di egemonia?
Oppure si trattò di una collocazione di fortuna, ma che doveva comunque rimarcare le origini del defunto?
Si è forse trattato di un personaggio nobile ma scomodo? Forse solo le continue scoperte porranno fine alle tante domande riguardo questa figura misteriosa. Ma nulla potrà mai togliere fascino alla vista della tomba. Luogo del riposo eterno di un uomo senza nome, di cui rimane eterna memoria.
