Il colonnello eroe del San Martino

Ha legato il suo nome alla prima battaglia della lotta di Liberazione, quella del San Martino, combattuta da un ridotto numero di militari e di partigiani contro duemila soldati della Wehrmacht appoggiati dall’artiglieria e dall’aviazione. Al colonnello Carlo Croce, nato a Milano il 15 aprile del 1892, è intitolata la via del centro storico che collega corso Matteotti e piazza Giovine Italia.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’alto ufficiale formò nel Luinese con un manipolo di soldati il Gruppo militare “Cinque Giornate” Monte San Martino di Vallalta Varese, deciso a difendere l’onore dell’Esercito italiano nel Varesotto occupato dai tedeschi.

Il 14 novembre la Wehrmacht, dopo aver isolato la zona del San Martino, lanciò un massiccio attacco alle posizioni tenute dai centosettanta uomini del colonnello Croce i quali, dopo essere riusciti a tener testa agli attaccanti, infliggendo loro gravi predite, dovettero ripiegare oltreconfine. Nel combattimento i partigiani ebbero solo due caduti ma numerosi furono i patrioti catturati e fucilati dopo che erano rimasti a coprire la ritirata dei compagni. Dopo la battaglia i tedeschi distrussero con l’esplosivo l’oratorio romanico, monumento nazionale, posto in cima al monte, poi ricostruito nel dopoguerra. Rientrato nel territorio della Repubblica sociale dalla Svizzera, Croce fu catturato all’Alpe Painale nei pressi di Sondrio. Morì il 24 luglio del 1944 all’ospedale di Bergamo per le torture inflittegli dalle SS durante gli interrogatori. Per il suo sacrificio fu insignito della Medaglia d’oro alla memoria.