Il commento di Francesca Nicolò
Una mostra, conclusasi da poco, che ha lasciato qualcosa di unico e prezioso in tutti noi e di cui occorre raccontare.
Il risveglio rappresenta un attimo fugace e complesso, caratterizzato da mille sfaccettature e particolarità. Accomunate tutte però da una sola, preziosa, caratteristica: la nudità totale dell’anima. Se ci pensiamo, destarsi è una delle poche fasi della vita in cui non si indossano maschere, completamente disarmati nel corpo e nello spirito. Raccontare questo aspetto è una bella sfida: dipingere ed interpretare l’anima nuda un compito scomodo. Ma, d’altra parte, essere artista è uno dei mestieri più complicati e coraggiosi che esistano.
Barbara Pietrasanta, attraverso la mostra “Risvegli” ospitata in Sala Veratti a Varese fino a domenica 26 aprile, ha descritto un percorso umano che accoglie all’interno del tema centrale molteplici aspetti: la rinascita, il destarsi, il rinnovamento e la resilienza.
Quadri che parlano ascoltando il cuore di ogni singolo visitatore.
Essi riflettono momenti di vita, attraverso i quali ci si può ritrovare.
Dallo smarrimento, al dolore, fino ad approdare alla calma placida di quei momenti in cui non vorresti mai alzarti dal letto.
Ogni dipinto è matrice viva di emozioni e pieghe sinuose di corpi, lenzuola e tazze di caffè.
D’altra parte, non ci si risveglia accompagnati da uno dei simboli per eccellenza del nostro paese? Eppure, anche in questo frangente, una cosa assolutamente comune diviene motivo di riflessione e catarsi.
Una magia che solo l’arte e i grandi artisti possono regalare è quella di riconsegnarti la realtà con occhi rinnovati e riflessivi, pronti ad osservare e non a guardare semplicemente.
Ebbri di quella meraviglia infinita di cui è ricolmo il mondo ma che spesso dimentichiamo.
Barbara Pietrasanta diviene, in questo viaggio, una guida dell’anima e ci invita a riflettere su ciò che ci circonda, senza paura e con profondo senso di rinnovamento.
Si rinasce, sempre, pur non essendo più gli stessi.


