Enrico Bonfanti, primo sindaco della Varese liberata

Un vicolo con il fondo di acciottolato, nel cuore antico di Sant’Ambrogio, ricorda Enrico Bonfanti, primo sindaco di Varese dopo il 25 Aprile 1945. Nominato dal Comitato nazionale di liberazione Alta Italia, Bonfanti, militante comunista di professione verniciatore, restò in carica fino al 25 marzo 1946, quando gli subentrò il socialista Luigi Cova. Nato a Varese nel 1901, il futuro sindaco fu condannato nel 1928 per attività antifascista a cinque anni di carcere, scontati i quali, emigrò in Svizzera. Combattente in Spagna nelle Brigate internazionali che si battevano contro Francisco Franco, fu ferito, riparò in Francia dove, dopo un periodo di internamento, fu consegnato alle autorità italiane che lo confinarono a Ventotene. Arruolatosi nelle file della Resistenza alla caduta di Mussolini, fu combattente nella 121ma Brigata “Walter Marcobi”. Si spense nella sua Varese nel 1964. Di recente la figura di Bonfanti è stata illustrata nel libro “Da rivoluzionario professionale a sindaco. Enrico Bonfanti, primo cittadino della Varese liberata” scritto da Enzo Laforgia, assessore alla Cultura del Comune di Varese.

Nella foto il sindaco Bonfanti, a sinistra, è ritratto con il colonnello e avvocato Charles Poletti, governatore della Lombardia liberata e già vicegovernatore democratico dello Stato di New York. Se mi è consentito un ricordo personale, il colonnello Poletti, varesino da parte di madre, ebbe al suo fianco come ufficiale di collegamento del Corpo italiano di liberazione  il maggiore d’artiglieria Gisleno Bonoldi, mio nonno, ufficiale gentiluomo e grande patriota.