Il 6 maggio 1864 nasceva a Busto Arsizio Eugenio Tosi, una delle figure ecclesiastiche più importanti espresse dal territorio varesino tra Otto e Novecento. Sacerdote, vescovo, arcivescovo di Milano e poi cardinale, Tosi fu ricordato dalla Chiesa ambrosiana come “il cardinale della bontà”.
Nato da Luigi Tosi e Teresa Rabolini, apparteneva a una famiglia della borghesia bustocca. La tradizione biografica lo collega anche a un ambiente familiare già vicino alla Chiesa e alla vita pubblica del territorio. Dopo gli studi nei seminari di Monza e Milano, venne ordinato sacerdote nel 1887. Nei primi anni del suo ministero si dedicò anche all’oratorio maschile della sua città natale, segno di quell’attenzione ai giovani che avrebbe accompagnato tutta la sua vita pastorale.
Nel 1889 entrò tra gli Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo di Rho, svolgendo per anni attività di insegnamento e predicazione. La sua carriera ecclesiastica lo portò poi lontano dalla sua Busto: nel 1909 divenne vicario generale della diocesi di Rimini; nel 1911 fu nominato vescovo di Squillace da papa Pio X; nel 1917 passò alla diocesi di Andria.
La svolta arrivò nel 1922. Dopo l’elezione al soglio pontificio di Achille Ratti, divenuto papa Pio XI, Eugenio Tosi fu chiamato a succedergli come arcivescovo di Milano. La nomina avvenne il 7 marzo 1922. Nello stesso anno fu creato cardinale presbitero con il titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti.
Alla guida della diocesi ambrosiana, Tosi si distinse soprattutto per l’attenzione alla formazione del clero e ai seminari. Tra le opere ricordate vi sono il sostegno al Seminario Lombardo di Roma e al seminario di Venegono Inferiore. La sua azione pastorale fu però segnata anche da condizioni di salute precarie, che gli impedirono di portare a compimento la visita pastorale iniziata nelle parrocchie della diocesi.
Fu un uomo del suo tempo, inserito in anni complessi per Milano, per la Chiesa e per l’Italia. Nel 1926 inaugurò il monumento a san Francesco d’Assisi in piazza Risorgimento a Milano, nel VII centenario della morte del santo. Nello stesso periodo intervenne anche su questioni morali e culturali, opponendosi alla rappresentazione del Martirio di San Sebastiano di Debussy e D’Annunzio alla Scala.
Eugenio Tosi morì a Milano il 7 gennaio 1929. Venne sepolto nel Duomo di Milano, davanti all’altare della Virgo Potens. Per Busto Arsizio rimane una figura di grande rilievo: un figlio della città capace di arrivare alla cattedra che fu di sant’Ambrogio e san Carlo, lasciando nella memoria ambrosiana l’immagine di un pastore mite, operoso e profondamente legato alla formazione religiosa e civile delle nuove generazioni.


