di Francesca Nicolò
In un pomeriggio uggioso possono esserci dei risvolti assolutamente inaspettati.
Credo sia stato questo il sentimento di chi ha partecipato il 14 febbraio 2026 al Salotto di Mauro della Porta Raffo presso la Sala dell’associazione nazionale carabinieri di Varese. Assieme al giornalista Diego Pisati sono stati raccontati alcuni meravigliosi capolavori cinematografici e televisivi, con un occhio critico e profondo alla realtà statunitense.
Il Gran Pignolo, come viene chiamato Mauro della Porta Raffo, è un vate del sapere più profondo, scrupoloso ed inedito. Ogni sua esposizione è una scoperta nuova, anche su argomenti di cui una persona crede di avere padronanza, il Mauro più famoso di Varese ne sa di più.
Ma la sua non è una di quelle conoscenze superbe ed elitarie, egli la condivide con il suo pubblico, facendone tesoro. Il sapere diventa comune, di tutti e alla portata di tutti.
Non ci sono argomenti a lui sconosciuti, e in quest’occasione il focus era sul mondo della cultura sia del piccolo che del grande schermo. Una tematica di cui anche Diego Pisati è cultore ed appassionato studioso. Ascoltare le tante vicende legate ai film più celebri ed iconici è stato meraviglioso.
Dalla nascita della cinematografia, fino all’evento dello streaming dell’ultimo decennio. Il racconto di questo viaggio è stata un’appassionante avventura in “un come eravamo” non così eccessivamente lontano da noi per anni, eppure tanto incredibile a ritenerlo tale soprattutto dalle nuove generazioni.
Basti pensare a come oggi sono considerati i cinema, e le relative uscite nelle sale. Non è sicuramente la stessa attesa di qualche decennio passato, dove le code per le novità erano all’ordine del giorno e vedere più volte un film nelle diverse fasce di proiezione era assolutamente normale.
Tendenzialmente ora, si aspetta l’uscita del film sulle piattaforme, che avviene a distanza di pochi mesi dopo l’uscita cinematografica.
Condivido una riflessione interessante e preziosa, esposta durante l’incontro: prima di ogni film o produzione televisiva, andrebbe fatta una piccola introduzione all’opera.
In quanto, tutti questi prodotti, sceneggiati o miniserie sono frutto di contesti, epoche ed accadimenti talmente complessi e variegati da avere necessariamente bisogno di uno sviluppo attento e scrupoloso. Ed, ovviamente, il pubblico non è molto spesso a conoscenza di tutto questo: sicuramente una presentazione darebbe un supporto nel capire meglio ciò che si sta guardando.
Durante la presentazione, a prova di questo, è stata citata la clausola John Garfield presente nel film proposta indecente del 1993: credo che pochi sappiano a cosa si riferisca.
Ebbene, essa prevede che un eventuale compenso a seguito di una prestazione sessuale sia fornito anche in caso di dipartita del “cliente”. Basta questa considerazione per riflettere su quanto sia importante approcciarsi ad ogni opera con un’adeguata competenza e contestualizzazione.
Nell’ottica di un vedere per osservare davvero, e comprendere fino in fondo la realtà che ci circonda. Il cinema e la televisione non fanno eccezione, in quanto espressione di una cultura di massa che si evolve con il tempo e, ahimè, con le mode.
Durante incontri di questo tipo è possibile confrontarsi, conoscersi ed interrogarsi sia sul passato che sul futuro, perfettamente consapevoli che il secondo non può prescindere dal primo e che non può esistere modernità degna di essere chiamata tale senza conoscenza degli accadimenti passati.
Non per nostalgia a prescindere, per amore della conoscenza.
Queste occasioni sono qualcosa di assolutamente straordinario, e colgo l’occasione per ringraziare e rinnovare la stima al lavoro svolto dall’associazione carabinieri di Varese, rappresentata dallo straordinario professor Leonardi e dal lavoro sempre ineccepibile ed instancabile de “La Varese Nascosta” nel promuovere eventi come questo.
Grazie ad un lavoro sinergico, coeso ed amicale, è stato possibile dare vita ad eventi così interessanti e suggestivi.
Occasioni a cui non si dovrebbe mai mancare, in quanto appuntamento prezioso per la cultura della nostra meravigliosa e complicata città.









