La chiesa di Santa Veronica, costruita nel XIII secolo, è sopravvissuta alla furia dei soldati svizzeri che, nel 1513, espugnarono e distrussero la Rocca di Travaglia, poi ribattezzata Rocca di Caldè, nel cui recinto sorgevano altri edifici sacri oltre a civili abitazioni. Santa Veronica era destinata alla devozione ma anche al riparo dei pastori e degli armigeri del Castello di Travaglia posto in cima alla Rocca.
La chiesa, radicalmente modificata a partire dal Cinquecento, conserva dell’età romanica la sola abside semicircolare con copertura di beole rivolta a Est, priva di aperture e di decorazioni. La malta che ricopre interamente la parete esterna lascia intravedere, grazie alla consunzione, la muratura originaria formata da pietre e ciottoli di varie dimensioni. L’unica navata fu progressivamente allungata e quando, nella prima metà del Seicento, l’arcivescovo Federico Borromeo stabilì che fosse edificato il portico della nuova facciata, fu necessario, per consentire l’ulteriore prolungamento, costruire un basamento ancorato alla roccia.
All’interno il catino absidale è interamente affrescato da pregevoli dipinti cinquecenteschi. Della stessa epoca l’affresco che raffigura il Velo della Veronica con il volto di Cristo sul fronte della mensa d’altare. Sulla parete destra del presbiterio è affrescata la Madonna di Loreto. Al di là dell’aspetto artistico-religioso, la chiesa merita una visita per lo spettacolare panorama, a partire dalle rocce a strapiombo sul Verbano.

