Antonio La Spina, a cura di, Piersanti Mattarella, La persona, il politico, l’innovatore, Il Pozzo di Giacobbe editore, 2020

di Roberto Leonardi

Il prossimo 6 gennaio saranno passati 46 anni dall’uccisione di Piersanti Mattarella, il fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il volume a lui dedicato nel 2020, ma sempre di grande attualità e di possibile (o doverosa) fonte d’ispirazione per i politici attuali e del futuro, presenta una ricostruzione misurata e puntuale di una figura centrale della storia istituzionale italiana del secondo Novecento. Il volume, che contiene diversi saggi di altrettanti Autori, si distingue per l’impostazione analitica e per la volontà di tenere costantemente intrecciate la dimensione personale, l’azione politica e la prospettiva riformatrice, evitando tanto la semplificazione quanto l’agiografia. Nel tratteggiare la persona, il libro restituisce il profilo di un uomo caratterizzato da sobrietà, rigore morale, senso della responsabilità pubblica e sostenitore di una buona politica portata avanti da “uomini con le carte in regola”, sottolineando, come filo conduttore di ogni saggio, il legame forte con il suo Maestro politico, Aldo Moro, del quale ha condiviso le riflessioni politiche, l’etica e la lungimiranza politica, il metodo di lavoro, ma anche, purtroppo, la fine. La sfera privata è richiamata solo nella misura in cui contribuisce a chiarire l’orientamento etico delle sue scelte, lasciando emergere una concezione dell’impegno politico come dovere e servizio e non come ambizione. Il potere come verbo e non come sostantivo ripeterà in tanti interventi pubblici ampiamenti documentati nel libro. La sezione dedicata al politico colloca con precisione l’esperienza di Mattarella nel contesto istituzionale e amministrativo della Regione Siciliana, evidenziando le difficoltà strutturali e le resistenze che ne accompagnarono l’azione di governo. L’analisi mette in luce una linea di condotta coerente, fondata sul rispetto delle regole, sulla trasparenza amministrativa e sul rafforzamento dell’autonomia e dell’efficienza delle istituzioni regionali.

Particolarmente significativa risulta la riflessione su Mattarella come innovatore, nella quale il Presidente della Regione siciliana viene presentato come interprete di un riformismo sobrio e concreto, orientato alla modernizzazione dell’amministrazione pubblica e al superamento di pratiche consolidate di natura clientelare. Le sue scelte appaiono meno come espressione di discontinuità ideologica e più come esito di una rigorosa applicazione dei principi costituzionali e amministrativi che solo con le importanti riforme amministrative del 1990 troveranno una piena applicazione.

Ma allora, si chiedono tutti gli Autori del libro, perché è stato ucciso Piersanti Mattarella? Tra le righe è evidente che il suo disegno riformatore non sia stato gradito a chi nelle prassi consolidate e ingessate siciliane faceva germogliare e fiorire la corruzione e il potere come sostantivo e non come verbo, per i quali diventava pericoloso uno Stato moderno ed efficiente e sempre più impermeabile alle infiltrazioni mafiose. Moro, Cassarà, Mattarella, Chinnici, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino e, purtroppo, tanti altri, come martiri laici, erano pericolosi riformatori da eliminare o da rendere inoffensivi.

Lo stile del libro è essenziale e controllato, sostenuto da un solido apparato documentario e da un linguaggio preciso. La narrazione procede con equilibrio, consentendo al lettore di cogliere la portata dell’esperienza di Mattarella senza ricorrere a toni enfatici, divenendo, così, un contributo serio e autorevole alla riflessione sulla storia politica italiana, offrendo un ritratto fondato sulla continuità tra etica personale e azione pubblica e invitando a una lettura attenta del significato istituzionale del suo operato.

Antonio La Spina, Professore ordinario di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli di Roma.