Ci sono date che segnano una svolta silenziosa ma decisiva nella storia di una città. Per Varese, una di queste è il 29 giugno 1885, giorno in cui il primo convoglio delle Ferrovie Nord raggiunse finalmente la città, inaugurando una nuova epoca fatta di collegamenti più rapidi, sviluppo economico e apertura verso il resto della Lombardia.
Oggi siamo abituati a considerare il treno un mezzo ordinario, ma nella seconda metà dell’Ottocento l’arrivo della ferrovia rappresentava una vera rivoluzione. Significava abbattere le distanze, favorire gli scambi commerciali, attrarre visitatori e rendere più facile la vita quotidiana di migliaia di persone.
Fino ad allora Varese, pur essendo una località già apprezzata per il clima salubre e per la bellezza del paesaggio, era raggiungibile principalmente attraverso strade spesso lente e difficoltose. L’arrivo della ferrovia cambiò radicalmente questo scenario.
Un’opera coraggiosa
Per raggiungere Varese fu necessario affrontare una delle principali difficoltà geografiche del territorio: la valle dell’Olona. Gli ingegneri dell’epoca realizzarono un’imponente struttura metallica che consentì ai binari di superare il dislivello della valle. Si trattava di un’opera considerata all’avanguardia per il tempo e che suscitò grande ammirazione.
La ferrovia proveniva da Milano attraverso Saronno e Malnate. Il 29 giugno 1885 il collegamento venne completato e il primo treno poté entrare nella nuova stazione di Varese Nord. Per la città fu un evento straordinario, vissuto come un simbolo di progresso e modernità.
La nascita della Varese turistica
L’importanza della nuova linea non riguardava soltanto i residenti. Già nella seconda metà dell’Ottocento Varese stava diventando una delle mete predilette della borghesia milanese. Le ville, i giardini, il clima mite e i panorami dei laghi attiravano sempre più visitatori.
Grazie al treno, raggiungere Varese divenne molto più semplice. Questo favorì la crescita del turismo e contribuì alla costruzione di alberghi, pensioni e nuove infrastrutture. Negli anni successivi la città consolidò la propria fama di “città giardino”, diventando una delle destinazioni più eleganti dell’Italia settentrionale.
Verso il Lago Maggiore
L’arrivo della ferrovia a Varese fu solo l’inizio. Il progetto prevedeva infatti di proseguire verso il Lago Maggiore.
L’anno successivo, nel 1886, la linea venne estesa fino a Laveno Mombello. Da quel momento Milano, Varese e il lago furono collegati da un unico asse ferroviario che favorì ulteriormente il commercio e il turismo.
Per molti viaggiatori dell’epoca il percorso verso il Lago Maggiore iniziava proprio dalla stazione di Varese Nord, trasformando la città in un importante nodo ferroviario.
Una stazione che racconta la storia
Ancora oggi la stazione di Varese Nord rappresenta una delle porte di accesso alla città. Da qui è possibile iniziare una passeggiata tra gli edifici Liberty che testimoniano il periodo di grande crescita vissuto da Varese tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Ogni giorno migliaia di persone transitano davanti a quei binari senza immaginare che proprio lì, il 29 giugno 1885, ebbe inizio una delle trasformazioni più importanti della storia cittadina.
Fu il momento in cui Varese smise di essere soltanto una splendida località tra laghi e colline e divenne una città sempre più connessa al mondo.
Fonti storiche: documentazione delle Ferrovie Nord Milano, studi sulla ferrovia Saronno–Varese–Laveno e ricostruzioni storiche locali.
Spunto tratto dal volume Cara Varese come sei cambiata di Fausto Bonoldi.